INCENDIO A NOTRE DAME: Victor Hugo lo aveva predetto

foto Notre Dame in fiamme

La notizia delle fiamme divampate a Notre Dame nella giornata di ieri ha tenuto col fiato sospeso non solo i francesi ma tutto il mondo. Tanta è stata la paura di perdere uno dei luoghi più belli e visitati del mondo con oltre 600 anni di storia sulle spalle. Ora che il peggio è passato, si fa la conta dei danni che non solo sono fisici ma anche emotivi. Vedere uno dei patrimoni dell’UNESCO, uno dei musei e delle chiese più visitate bruciare e crollare ha colpito milioni di persone che hanno dimostrato la loro solidarietà sui social media. Ma cosa è successo esattamente? Vediamo di fare un resoconto.

FIAMME DALL’INFERNO

Le dinamiche non sono chiare e sono ancora da verificare ma quel che è certo è che lunedì 15 aprile 2019 intorno alle 18.30, durante la celebrazione di una messa, sarebbe divampato un incendio che velocemente si sarebbe diffuso arrivando in poco tempo al tetto della storica cattedrale e alla guglia, provocandone il crollo sotto gli occhi scioccati di Parigi e del mondo intero. Tempestivo l’intervento dei circa 400 vigili del fuoco parigini che hanno cercato di tenere a bada il rogo arrivando fino alle 2 di notte, ora in cui sarebbero riusciti parzialmente ad estinguerlo, salvo qualche focolaio ancora vivo. Quanto alle cause, non sono certe, ma sembrano essere potenzialmente legate ai lavori di ristrutturazione della Cattedrale degli ultimi giorni.

LA PROFEZIA DI VICTOR HUGO

L’associazione tra l’evento accaduto a Notre Dame e quelli accaduti nel celebre romanzo dello scrittore francese Victor Hugo è stata quasi involontaria. Tutti, anche solo per un secondo, nel vedere le drammatiche immagini del fuoco che bruciava la chiesa hanno pensato alla storia narrata da Hugo del Gobbo di Notre Dame a cui Disney si è ispirata per il suo omonimo lungometraggio. Rispolverando e riaprendo il volume, sono sorprendenti le descrizioni che l’autore fa dell’incendio che nella storia sarebbe scoppiato nella chiesa.

Notre Dame 1

Dall’incipit “Il clamore era straziante”, Hugo prosegue: “Tutti gli occhi erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c’era una grande fiamma che montava tra i campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo di fumo”. Continua ancora così: “Sotto quella fiamma, sotto la cupola balaustrata intagliata a trifogli di brace, due grondaie fatte a fauci di mostri vomitavano senza posa quella pioggia ardente il cui argenteo scroscio risaltava nell’ombra della facciata”. Il romanzo è stato scritto nel 1831 e con esso e lo scrittore francese avrebbe voluto denunciare lo stato di degrado in cui versava la Cattedrale a quel tempo e la necessità di restauro per evitarne la rovina. Come monito scrisse: “Il tempo è cieco e l’uomo è stolto” e aggiunse: “Se avessimo il piacere di esaminare una ad una le diverse tracce di distruzione impresse sull’antica chiesa, quelle dovute al tempo sarebbero la minima parte, le peggiori sarebbero dovute agli uomini”.

Notre Dame 2

Che Hugo avesse profetizzato la rovina per mano degli uomini della Cattedrale? Qualcuno lo ha pensato e anche ha azzardato l’ipotesi che l’incendio sia stato volontariamente appiccato, per distruggere il monumento o per svegliare le coscienze sul suo stato? Non si sa, certo è che la cosa fa riflettere perché abbiamo rischiato di perdere un’importate pezzo di storia.

VI STA GUARDANDO NOTRE DAME

Notre dame 3

Un’altra storia ruota intorno all’incendio scoppiato nella cattedrale parigina, legata alle statue che vi si trovano. L’11 aprile 2019, 16 statue raffiguranti Gesù, gli apostoli e i simboli degli evangelisti erano state portate via dalla chiesa per essere restaurate. Per facilitare l’operazione, le statue alte tre metri, erano state decapitate e trasportate a oltre 100 metri di altezza, un’operazione spettacolare avvenuta sotto gli occhi e sulle teste di parigini passanti e turisti. Le statue, che sarebbero tornate a casa nel 2021, grazie a questo fatto si sarebbero salvate dall’incendio di ieri ma qualcuno lo ha interpretato come un cattivo presagio. Secondo una tradizione infatti, esse vegliavano sulla chiesa e sulla città. Il venir meno dei suoi protettori avrebbe dunque portato sciagura sulla città e sulla sua chiesa.

NOUS ALLONS LE RECONSTRUIRE TOUS ENSEMBLE

Notre Dame è stata fondata dal teologo Maurice de Sully, diventato vescovo nel 1160. La sua costruzione, partita nel 1163, ha richiesto oltre 200 anni durante i quali è stata restaurata e modificata più volte arrivando ad essere quella che noi tutti siamo abituati a vedere oggi. L’incendio ha devastato la chiesa causando ingenti danni, la struttura è salva ma va completamente restaurata per garantirne la stabilità. Il Presidente francese Macron ha ringraziato quanti si sono prodigati per salvare la cattedrale e ha indetto una raccolta fondi internazionale per sistemarla. “La ricostruiremo, tutti insieme” ha affermato perché è quello che la nostra storia merita.

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