SONY VS MARVEL: Chi ha ucciso l’Uomo Ragno?

Se da qualche ora in testa avete la famosa canzone degli 883, voi fan italiani non preoccupatevi non siete i soli e non state impazzendo. E’ la news di qualche ora fa che ha fatto fare corto circuito al vostro (e al nostro) cervello e che riguarda il mancato accordo tra Marvel e Sony che minaccia il futuro dell’uomo ragno nell’immenso Universo Cinematografico creato dalla Casa delle Idee.

MARVEL E SONY: CIVIL WAR

Uomo Ragno Civil War

Pare che i due colossi dell’intrattenimento non siano riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti sull’utilizzo del celebre personaggio creato da Stan Lee.

Il CEO della Disney, Bob Iger, avrebbe proposto alla Sony di modificare l’accordo esistente in modo che Disney e Sony diventassero co-finanziatori al 50% dei prossimi film sull’Uomo Ragno. Sony ha rifiutato l’accordo, chiedendo di mantenere in vigore quello precedente che prevedeva per la Disney un ricavato pari al 5% sull’incasso lordo del primo giorno di release che prende il nome di “first-dollar gross”, una pratica diffusa nelle co-produzioni cinematografiche che prevede che i finanziatori intervenuti nella produzioni guadagnino una percentuale sulle entrate al Box Office nel primo giorno di rilascio nelle sale.

Attualmente Sony detiene i diritti di utilizzo e di distribuzione del personaggio, che gli consentono di avere il coltello dalla parte del manico, mentre Disney quelli sul merchandising.

L’azienda giapponese ha rilasciato su Twitter un comunicato mentre né Marvel né Disney per il momento hanno ancora rilasciato dichiarazioni:

“Molte delle notizie di oggi su Spider-Man hanno descritto in maniera errata le recenti discussioni circa il coinvolgimento di Keving Feige nel franchise. Siamo delusi, ma rispettiamo la decisione di Disney di non lasciarlo continuare come principale produttore del nostro prossimo film live action di Spider-man. Speriamo che questo possa cambiare in futuro ma capiamo le molte responsabilità che Disney gli ha affidato –incluse quelle relative alle recenti nuove proprietà Marvel- che non gli consentono di avere tempo per IP che non possiedono. Kevin è bravissimo e noi siamo grati per l’aiuto e la guida che ci ha dato  e apprezziamo il cammino dove ci ha aiutato ad inserirci e che proseguirà”

ABBIAMO PERSO IL RAGAZZO?

Nel suo comunicato Sony afferma ambiguamente che il percorso dove Kevin Feige ha aiutato l’azienda a inserirsi con Spider-man proseguirà, ma non è chiaro come. Pare che in programma ci siamo altri due film sul tessiragnatele con Tom Holland sempre nei panni di Peter Parker e Jon Watts alla regia ma non è chiaro se faranno parte dell’MCU.

Intanto i fan sono già scesi sul campo di battaglia per paura di perdere un altro personaggio, nonché per difendere l’eredità dell’amato Tony Stark e il significato del suo sacrificio.

Uomo Ragno Happy

“Tony non avrebbe fatto ciò che ha fatto senza la certezza che tu avresti continuato dopo la sua morte”
(Happy a Peter in Spider-man Far From Home)

Chi ha visto Avengers Infinity War, Avengers Endgame e Spider-Man Far From Home lo sa, tra Tony e Peter si era instaurato un profondo legame. E’ stato proprio Peter la ragione principale per cui Tony ha deciso di tentare il viaggio nel tempo mettendo a rischio il suo presente con Pepper e la loro figlia Morgan, tutto per riportare indietro il ragazzo che gli si era polverizzato tra le braccia implorando il suo aiuto e a cui ha lasciato una pesante eredità.

Adesso con l’apparente rottura dell’accordo tra Sony e Marvel tutto questo potrebbe essere reso vano e i fan non lo accettano.

Si pensa già al peggio con un altro reboot o film slegati dall’Universo Cinematografico Marvel ma Spider-Man Far From Home sta per tornare al cinema in una seconda re-release con scene inedite e la Phase 4 è stata appena annunciata, c’è ancora tempo e speranza per Sony e Marvel di raggiungere un accordo per salvare l’MCU, che in caso contrario subirebbe delle pesanti modifiche, l’Uomo Ragno e per non vanificare quello che è stato fatto fino ad ora, da Civil War in poi.

Non ci resta che aspettare e sperare.

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